X Factor 2026, Jukebox Night: Patrizia e Alex conquistano il Live, Lenanie eliminato

La musica degli anni Sessanta e Settanta conquista il palco di X Factor 2026, ma non tutti riescono a trasformare i grandi classici in una prova convincente. Il terzo Live Show, dedicato alla Jukebox Night, ha riportato l’X Factor Arena dentro alcune delle pagine più importanti della storia musicale, mettendo alla prova dodici concorrenti con repertori lontani dalle loro abitudini.
Una serata che ha regalato momenti di autentica intensità, qualche passaggio meno riuscito e una certezza: quando l’assegnazione incontra davvero la personalità dell’artista, il risultato può fare la differenza. A brillare sono soprattutto Patrizia Napolano, Alex Fontana e Giacomo Calò. Il verdetto finale, invece, condanna Lenanie, che lascia il programma dopo il confronto con Manu.
X Factor 2026, la Jukebox Night tra nostalgia e nuove interpretazioni
Ad aprire la puntata è Giorgia, protagonista di un medley che attraversa alcune delle canzoni più rappresentative di quel periodo: “Come Together” dei Beatles, “Light My Fire” dei Doors e “(I Can’t Get No) Satisfaction” dei Rolling Stones. Un’introduzione che stabilisce subito il tono della serata e mette in evidenza la qualità vocale della conduttrice.
La Jukebox Night richiede ai concorrenti un lavoro particolare: non basta conoscere un brano, bisogna riuscire a renderlo credibile attraverso una sensibilità contemporanea, senza perdere il carattere dell’originale. Il rischio di rimanere schiacciati da canzoni troppo grandi è evidente, soprattutto per chi deve ancora trovare una propria identità artistica.
Anche questa settimana il tavolo dei giudici è composto da Francesco Gabbani, Jake La Furia, Paola Iezzi e Irama. I toni sono più distesi rispetto alla puntata precedente, ma non mancano osservazioni tecniche e qualche confronto sulle scelte musicali.
Fulminacci porta Sanremo sul palco di X Factor
Tra le esibizioni più apprezzate della serata c’è quella di Fulminacci, ospite del Live. Il cantautore romano sceglie di recuperare “Insieme a te non ci sto più”, storico brano di Caterina Caselli, prima di tornare al presente con “Stupida sfortuna”, canzone con cui ha conquistato il pubblico al Festival di Sanremo.
Un momento costruito con semplicità, senza bisogno di effetti particolari: la personalità dell’artista e la sua capacità di raccontare le canzoni sono sufficienti a rendere speciale il passaggio.
Prima manche: Giacomo Calò convince, Le Distanze rischiano
La prima parte della gara mette subito in evidenza alcune differenze tra i concorrenti. Camilla affronta “Be My Baby” delle Ronettes, mentre Lenanie si misura con “Ma il cielo è sempre più blu” di Rino Gaetano. Due brani apparentemente leggeri, ma che richiedono precisione e una buona gestione della vocalità.
La prova più convincente arriva da Giacomo Calò, che interpreta “All by Myself” di Eric Carmen. La scelta di Francesco Gabbani punta tutto sulla capacità del concorrente di sostenere una ballata intensa, ricca di passaggi impegnativi. Calò risponde con una prova solida, capace di coinvolgere il pubblico e ottenere una lunga ovazione.
Alìa porta sul palco “Mamma Mia” degli ABBA, ma una dimenticanza tecnica condiziona l’esibizione: la concorrente non indossa gli in-ear monitor e fatica a seguire correttamente la base. Un episodio che dimostra quanto i dettagli possano incidere sul risultato finale.
Teo Bok, invece, trova una buona sintonia con “Have You Ever Seen the Rain?” dei Creedence Clearwater Revival. Chitarra, presenza scenica più misurata e una maggiore attenzione all’interpretazione gli consentono di mostrare un lato meno caricaturale e più autentico.
Chiudono la manche Le Distanze con “Another Brick in the Wall, Part II” dei Pink Floyd. Il brano è una sfida importante, ma la band sembra faticare a mantenere intatta quella personalità teatrale che aveva caratterizzato le precedenti esibizioni.
Seconda manche: Alex Fontana e Patrizia Napolano, due prove da ricordare
La seconda parte del Live offre alcune delle performance più interessanti della puntata.
Gli Scraffs ritrovano il proprio spirito punk con “God Save the Queen” dei Sex Pistols. La scelta permette al gruppo di recuperare parte dell’energia che aveva caratterizzato le prime esibizioni, anche se non tutto convince completamente.
Manu affronta “Mi ritorni in mente” di Lucio Battisti. Il concorrente di Paola Iezzi appare più sicuro sul palco e trova nel repertorio italiano un terreno favorevole. La sua prova è elegante, ma lascia ancora aperta la questione della sua identità artistica.
Alex Fontana sceglie invece di cambiare strada rispetto all’assegnazione iniziale e porta “Nights in White Satin” dei Moody Blues. Una decisione che si rivela azzeccata: il suo timbro riconoscibile e l’atmosfera del brano costruiscono una performance intensa, senza allontanarlo dal mondo musicale che sta cercando di definire.
I Mad-Dog si confrontano con “Rebel Rebel” di David Bowie, affrontando un pezzo che richiede attitudine e personalità. Il gruppo riesce a mantenere una buona energia, ma il confronto con un classico così iconico mette in evidenza qualche limite.
A chiudere la gara è Patrizia Napolano con “Tu si’ ‘na cosa grande” di Domenico Modugno. Nonostante i problemi vocali della settimana, la concorrente riesce a portare sul palco una prova di grande intensità, valorizzando la propria sensibilità e le radici musicali. Il pubblico si alza in piedi: è uno dei momenti più emozionanti della serata.
Ballottaggio: Lenanie lascia X Factor 2026
Il verdetto del pubblico porta al confronto finale Lenanie e Manu. Il primo, già finito allo scontro nella precedente puntata, ripropone “Non mi avete fatto niente” di Ermal Meta e Fabrizio Moro. Manu sceglie invece “Devastante” di Olly.
La sfida mette in evidenza due percorsi ancora in costruzione, ma alla fine i giudici decidono di salvare Manu. Irama vota contro il proprio concorrente, mentre Gabbani, Jake La Furia e Paola Iezzi scelgono di eliminare Lenanie.
Per il cantante pratese si chiude così l’avventura a X Factor 2026. Un percorso nel quale non sono mancati momenti di sensibilità, ma che ha evidenziato difficoltà tecniche e una ricerca di identità rimasta incompleta.
La prossima puntata si preannuncia particolarmente delicata: Giorgia annuncia infatti tre eliminazioni, un passaggio che potrebbe cambiare radicalmente gli equilibri della gara.
Le pagelle della terza puntata
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Camilla – Be My Baby, The Ronettes |
7/10 |
Camilla affronta uno dei brani più riconoscibili della storia del pop con una prova vocalmente convincente. L'esibizione funziona e dimostra una buona padronanza, anche se alcuni aspetti della resa sonora e dell'impostazione scenica impediscono alla performance di diventare davvero memorabile. Una prova positiva, ma con margini di crescita.
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Lenanie – Ma il cielo è sempre più blu, Rino Gaetano |
4,5/10 |
Una scelta importante, ma anche particolarmente insidiosa. Il brano di Rino Gaetano richiede spontaneità, ritmo e una personalità capace di attraversare le sue numerose sfumature. Lenanie non riesce a trovare pienamente la chiave interpretativa, lasciando una sensazione di incompiutezza. La prova non convince e mette in evidenza alcune difficoltà nel confronto con un repertorio così caratteristico.
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Giacomo Calò – All by Myself, Eric Carmen |
8/10 |
Giacomo sceglie una ballata impegnativa e si mette alla prova con una delle interpretazioni vocali più intense della serata. La performance cresce progressivamente, fino a conquistare una standing ovation. Una dimostrazione di tecnica, sensibilità e capacità di gestire un brano che non concede scorciatoie.
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Alìa – Mamma Mia, ABBA |
6/10 |
Alìa affronta un classico degli ABBA, ma la performance parte con qualche difficoltà. La mancata gestione degli in-ear contribuisce a compromettere l'ingresso e il rapporto con la base, rendendo meno fluida un'esibizione che avrebbe potuto valorizzare maggiormente la sua personalità. Il potenziale rimane, ma la resa complessiva è altalenante.
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Teo Bok – Have You Ever Seen the Rain?, Creedence Clearwater Revival |
8/10 |
Teo Bok si allontana da alcune delle sue consuetudini sceniche e sceglie una strada più raccolta, affidandosi anche alla chitarra. Il risultato è una prova convincente, capace di mostrare un lato diverso del concorrente. La misura dell'esecuzione diventa un punto di forza e conferma una versatilità che potrebbe rivelarsi preziosa nelle prossime settimane.
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Le Distanze – Another Brick in the Wall, Part II, Pink Floyd |
5/10 |
Il classico dei Pink Floyd offre un'occasione per costruire una performance energica e riconoscibile. Le Distanze portano sul palco eleganza e presenza, ma l'esecuzione non riesce a raggiungere la forza necessaria per lasciare un segno. L'idea funziona più della sua realizzazione e il risultato rimane sotto le aspettative.
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Scraffs – God Save the Queen, Sex Pistols |
7/10 |
Gli Scraffs scelgono il punk dei Sex Pistols e portano sul palco una performance aggressiva, coerente con il loro immaginario. L'energia non manca e l'attitudine è quella giusta, ma la prova non è sempre precisa sul piano vocale e ritmico. Una prestazione che convince soprattutto per carattere e identità.
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Manu – Mi ritorni in mente, Lucio Battisti |
6,5/10 |
Manu affronta Lucio Battisti con un approccio più personale e una prova che mostra alcuni miglioramenti rispetto alle precedenti esibizioni. Restano tuttavia alcune criticità nella gestione delle dinamiche e nell'equilibrio vocale, con passaggi che risultano meno naturali. Una performance in crescita, ma ancora lontana dalla piena maturità artistica.
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Alex Fontana – Nights in White Satin, The Moody Blues |
8,5/10 |
Alex Fontana si conferma tra i concorrenti più interessanti della serata. Il timbro e la presenza scenica gli permettono di affrontare il classico dei Moody Blues con un respiro internazionale. Alcune incertezze sull'intonazione e sulla gestione del fiato non compromettono una prova di grande fascino, capace di distinguersi per atmosfera e personalità.
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Mad-Dog – Rebel Rebel, David Bowie |
6,5/10 |
David Bowie rappresenta un terreno ideale per un concorrente come Mad-Dog, ma l'esecuzione non riesce a restituire fino in fondo la componente ribelle del brano. Alcune imprecisioni strumentali e una resa ritmica poco incisiva penalizzano la performance. L'attitudine resta, ma serve maggiore solidità per trasformarla in una prova davvero convincente.
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Patrizia Napolano – Tu si’ ‘na cosa grande, Domenico Modugno |
9/10 |
Patrizia firma una delle esibizioni più emozionanti della puntata. L'inizio a cappella e la scelta di un brano profondamente legato alla tradizione napoletana mettono in risalto una voce potente e un'interpretazione naturale. Nonostante alcune difficoltà fisiche e respiratorie, riesce a trasmettere intensità e autenticità. Una prova che conferma il suo talento e la sua capacità di arrivare al pubblico.
Il ballottaggio
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Lenanie – Non mi avete fatto niente, Ermal Meta e Fabrizio Moro |
4/10 |
Nel momento decisivo, Lenanie sceglie il brano di Ermal Meta e Fabrizio Moro. Una prova condizionata dalla tensione del ballottaggio, che non riesce a ribaltare l'impressione lasciata durante la gara.
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Manu – Devastante, Olly |
5,5/10 |
Manu affronta il brano di Olly cercando di difendere il proprio posto nella competizione. La performance non è priva di difficoltà, ma gli consente di ottenere la maggioranza dei voti dei giudici e proseguire il percorso.
l bilancio del terzo Live
La Jukebox Night conferma che X Factor 2026 sta entrando nella fase più delicata. I concorrenti non possono più limitarsi a dimostrare di saper cantare: devono trovare una personalità riconoscibile, affrontare repertori complessi e convincere il pubblico a ogni esibizione.
Patrizia Napolano, Alex Fontana e Giacomo Calò escono dalla serata con una conferma importante. Teo Bok e Manu mostrano segnali di crescita, mentre per altri la strada resta in salita.
L’eliminazione di Lenanie chiude un percorso fatto di tentativi e difficoltà. Ma il prossimo Live, con tre concorrenti destinati a lasciare il programma, potrebbe riservare sorprese ancora più grandi.