Marco Masini a Firenze: il ritorno a casa tra musica, ricordi e grandi emozioni

Marco Masini, Firenze canta la sua storia

Ci sono concerti in cui la musica diventa qualcosa di più di uno spettacolo. Quello di Marco Masini al Nelson Mandela Forum, mercoledì 4 novembre, è stato uno di questi. Un appuntamento sold out, capace di trasformare oltre due ore di musica in un racconto collettivo fatto di ricordi, emozioni e un legame che, dopo 36 anni, continua a rimanere fortissimo.

Firenze non è semplicemente una tappa del tour per Masini. È il luogo da cui tutto è partito, la città che lo ha visto muovere i primi passi e che ancora oggi rappresenta una parte fondamentale della sua identità. Un rapporto che il cantautore ha voluto sottolineare fin dalle prime battute dello spettacolo, fermandosi dopo tre brani per rivolgersi direttamente alla platea.

«36 anni fa tutto è iniziato da qua»: poche parole, ma capaci di racchiudere il senso di una serata speciale. Il pubblico ha risposto con entusiasmo, consapevole di condividere un momento che andava oltre la dimensione del concerto.

Una scaletta tra passato e presente

Il Live 2026 di Marco Masini attraversa le diverse stagioni della sua carriera, mettendo insieme canzoni che hanno accompagnato intere generazioni e brani più recenti. L’apertura con Male Necessario, E poi ti ho visto cadere e Allora ciao ha subito introdotto il pubblico nel mondo musicale dell’artista, prima di lasciare spazio a Io ti volevo, Ti vorrei, Cenerentola innamorata e Che giorno è.

La prima parte dello spettacolo ha trovato una dimensione particolarmente coinvolgente nel medley dedicato ad alcuni dei suoi brani più rappresentativi: Il cielo della vergine, Dentro di te, Le ragazze serie, Fuori di qui, Spostato di un secondo e Il confronto. Una sequenza che ha restituito la varietà del repertorio di Masini, tra sonorità, storie e sentimenti differenti.

Non è mancato spazio per le canzoni più recenti, ma il cuore del concerto è rimasto saldamente ancorato a quel patrimonio musicale che ha costruito nel tempo il rapporto tra il cantautore e il suo pubblico.

Gli occhi dell’Arno: il momento più fiorentino

Uno dei passaggi più suggestivi della serata è arrivato con Gli occhi dell’Arno, eseguita insieme alla violinista Isabella Spadaro. Un brano che, in una città come Firenze, assume un significato particolare e che ha contribuito a rendere ancora più evidente il legame tra Masini e le sue origini.

La scelta di esibirsi proprio il 4 novembre ha aggiunto un ulteriore livello emotivo al concerto. Nel 2026 ricorrono infatti sessant’anni dall’alluvione che colpì Firenze nel 1966, una tragedia ancora profondamente presente nella memoria della città.

Masini ha dedicato un pensiero a quella ricorrenza, ricordando anche un episodio legato a suo padre e ringraziando gli organizzatori per avergli permesso di vivere questo appuntamento proprio in una data così significativa. Un momento di raccoglimento che ha riportato l’attenzione sulla memoria collettiva e sul valore di non dimenticare.

Marco Masini e Paolo Vallesi: un omaggio all’amicizia

La serata ha regalato anche un incontro particolarmente sentito con Paolo Vallesi, amico e collega di Masini. I due artisti hanno condiviso sul palco un ricordo dedicato a Walter Savelli, loro maestro di musica recentemente scomparso.

Un omaggio sincero, che ha trovato il suo seguito nell’esecuzione di La forza della vita, interpretata da Vallesi davanti al pubblico del Mandela Forum. Un momento che ha unito musica, amicizia e memoria, mostrando quanto i percorsi artistici possano intrecciarsi e continuare a vivere attraverso le persone e le canzoni.

Accanto a Masini, per tutto il concerto, anche le coriste Alice Spinelli e Chiara Cardinale, presenza costante e prezioso supporto vocale nelle diverse fasi dello spettacolo.

Da Disperato a Bella stronza: il pubblico si prende il finale

La parte centrale e finale del concerto ha riportato al centro alcuni dei titoli più amati del repertorio di Masini. Caro Babbo, Disperato e Il niente hanno preparato il terreno a un altro medley, quello romantico, che ha riunito A cosa pensi, Viva la libertà, Chi fa da sé, Malinconoia, Perché lo fai, Vai con lui e Raccontami di te.

Poi Principessa e L’uomo volante, prima di un finale che ha trasformato il Mandela Forum in un grande coro. Il pubblico non ha lasciato andare il proprio artista e l’encore ha riportato sul palco alcuni dei brani più iconici della sua storia: Bella stronza, Vaffanculo, Ci vorrebbe il mare, T’innamorerai e Parlo di noi.

Canzoni che non hanno bisogno di presentazioni, capaci ancora oggi di accendere la platea e di unire generazioni diverse attraverso parole e melodie rimaste nella memoria.

Firenze e Masini: una storia che continua

Il concerto del 4 novembre non è stato soltanto una celebrazione dei successi di Marco Masini. È stato un ritorno alle origini, un’occasione per ripercorrere una carriera lunga 36 anni e per condividere con la propria città un momento di musica e memoria.

Il sold out, le oltre due ore di spettacolo, la partecipazione del pubblico e gli incontri sul palco raccontano una serata riuscita, ma il significato più profondo resta nel rapporto tra l’artista e Firenze.

Perché quando Masini pronuncia quelle parole — «36 anni fa tutto è iniziato da qua» — non sta semplicemente ricordando il passato. Sta riconoscendo il luogo in cui la sua storia ha preso forma e che, ancora oggi, continua a cantarla insieme a lui.

Al Mandela Forum, Firenze non ha soltanto applaudito Marco Masini. Ha ritrovato una parte della propria musica, della propria memoria e della propria storia.