Le pagelle delle prove generali.

Nel pomeriggio di ieri il sipario si è alzato sulle prove generali al Teatro Ariston di Sanremo, primo vero banco di prova per gli artisti in gara. Per qualcuno è stata subito “buona la prima”, con esecuzioni fluide e assetti già definiti; per altri è stato necessario fermarsi, ripartire, sistemare suoni, volumi e dettagli tecnici per trovare l’equilibrio giusto tra voce, orchestra e resa scenica. Normale amministrazione quando la macchina del Festival si mette in moto, tra emozione e messa a punto.

Da stasera, però, si fa sul serio: le canzoni saranno finalmente presentate al pubblico e inizieranno il loro percorso vero, quello fatto di ascolti, reazioni, interpretazioni e crescita serata dopo serata. È il momento in cui i brani smettono di essere soltanto performance e cominciano a vivere di vita propria.

Tommaso Paradiso – “I romantici”

Un debutto sanremese atteso da anni che sceglie la via della coerenza più che quella della sorpresa. Il brano si muove in territori perfettamente riconoscibili: romanticismo urbano, immagini semplici ma evocative e una costruzione melodica pensata per arrivare subito. La produzione è pulita, contemporanea, e sostiene una scrittura che non ha bisogno di effetti speciali per funzionare. Non c’è la svolta inattesa, è vero, ma c’è una padronanza evidente del linguaggio pop d’autore e una sincerità interpretativa che rende il pezzo credibile. È una dichiarazione d’amore che non inventa nulla, ma che centra l’obiettivo emotivo con precisione. Non spiazza, ma funziona.
Voto 7

Malika Ayane – “Animali notturni”

Una proposta che sorprende per libertà e ricerca. Malika sceglie di non appoggiarsi alla comfort zone delle ballate e costruisce invece un brano atmosferico, elegante e ritmicamente ipnotico. Le influenze retrò dialogano con una sensibilità moderna, creando un ambiente sonoro raffinato e personale. L’interpretazione è controllata ma intensa, capace di valorizzare ogni sfumatura dell’arrangiamento. Non è una canzone immediata, ma è proprio nella sua natura progressiva che trova forza: cresce ascolto dopo ascolto e rivela un’artista in continua evoluzione.
Voto 6.5

Sayf – “Tu mi piaci tanto”

Uno dei ritornelli più incisivi dell’edizione, ma ridurre il brano a questo sarebbe ingeneroso. La struttura alterna immediatezza e contenuto, trasformando il tema amoroso in uno strumento di osservazione del presente. La scrittura ha personalità, le immagini sono nitide e l’identità musicale emerge con chiarezza. È una proposta contemporanea ma non standardizzata, capace di coniugare accessibilità e spessore. Il primo ascolto cattura, quelli successivi rivelano.
Voto 6.5

Patty Pravo – “Opera”

Eleganza e coerenza sono il centro di questa proposta orchestrale. Il brano è costruito per esaltare la presenza scenica e il timbro inconfondibile dell’interprete, privilegiando atmosfera e linearità melodica. Il messaggio è universale e diretto, mentre l’arrangiamento amplifica il carattere solenne del pezzo. Non cerca l’innovazione, ma la perfetta aderenza tra artista e materiale. Un risultato raffinato, che vive soprattutto nell’interpretazione.
Voto 6

Luchè – “Labirinto”

Un brano introspettivo che punta sulla costruzione graduale e sull’equilibrio tra parola e melodia. Le strofe sono essenziali, quasi confidenziali, mentre il ritornello apre lo spazio emotivo senza forzature. La produzione è curata e coerente con l’estetica dell’artista, ma il pezzo resta trattenuto e non raggiunge mai un vero picco espressivo. Solido nelle intenzioni, meno incisivo nel risultato complessivo.
Voto 6

Mara Sattei – “Le cose che non sai di me”

Una ballata intima costruita su delicatezza e misura. La vocalità è valorizzata da una melodia morbida e da un arrangiamento che guarda con nostalgia a sonorità pop del passato. Il racconto personale è sincero, ma l’insieme resta più piacevole che sorprendente. È un brano che non cerca l’effetto immediato e che potrebbe rivelare meglio la propria dimensione con il passare delle serate.
Voto 6

Francesco Renga – “Il meglio di me”

Una ballad classica che mette la voce al centro e si affida all’interpretazione per costruire il coinvolgimento. L’esecuzione è solida e restituisce un artista convincente e in buona forma. Il pezzo segue una struttura tradizionale ma efficace, capace di trasmettere emozione senza eccessi. In un contesto ricco di brani simili, la differenza la farà la resa live.
Voto 6.5

Ditonellapiaga – “Che fastidio!”

Pop contemporaneo ironico e diretto, costruito per essere immediato e riconoscibile. Il brano punta su ritmo, attitudine e performance, e la componente scenica amplifica l’efficacia complessiva. Leggero ma consapevole, provocatorio quanto basta e con forte potenziale radiofonico. Tra le proposte più comunicative.
Voto 7

Leo Gassmann – “Naturale”

Canzone corretta e ben eseguita, con una struttura melodica lineare e accessibile. L’interpretazione è pulita e convincente, ma manca un elemento distintivo che definisca davvero l’identità del pezzo. Funziona, ma non lascia un segno forte.
Voto 5.5

Sal Da Vinci – “Per sempre sì”

Melodramma popolare dichiarato, emotivo e immediato. Il brano punta sull’impatto emotivo e sulla riconoscibilità stilistica, con un’impronta neomelodica orgogliosa e senza compromessi. Ha tutte le caratteristiche del pezzo destinato a vivere anche fuori dal Festival. Efficace più che raffinato.
Voto 6.5

Levante – “Sei tu”

Un brano elegante e sensoriale che lavora sulle sfumature emotive più che sull’impatto immediato. L’arrangiamento organico sostiene un’interpretazione intensa ma controllata, creando un racconto coerente e credibile. Una proposta che non alza la voce, ma resta impressa per equilibrio e misura.
Voto 7

Tredici Pietro – “Uomo che cade”

Costruzione progressiva e scelta stilistica non convenzionale. Il brano si sviluppa con calma, alternando parti narrative e aperture melodiche che ne amplificano l’impatto. Non è immediato, ma proprio questa gradualità lo rende interessante e potenzialmente in crescita nel tempo.
Voto 7

Enrico Nigiotti – “Ogni volta che non so volare”

Ballata narrativa e intensa che privilegia il racconto emotivo rispetto alla struttura pop tradizionale. L’interpretazione è autentica e valorizza il carattere personale del pezzo. Non immediata, ma distintiva per sensibilità e scrittura.
Voto 6.5

Samurai Jay – “Ossessione”

Una proposta che resta in superficie e fatica a sviluppare una direzione chiara. L’idea di base non trova un vero slancio e l’impatto complessivo risulta limitato. Poco incisivo nel contesto competitivo.
Voto 5

Serena Brancale – “Qui con me”

Una ballata intensa e profondamente personale che punta tutto sull’emozione autentica. L’interpretazione vocale è potente, controllata e capace di trasmettere ogni sfumatura del racconto. Il brano colpisce per verità e presenza scenica, imponendosi come uno dei momenti più forti del Festival.
Voto 9

Arisa – “Magica favola”

Interpretazione raffinata e costruzione melodica avvolgente. Il brano procede con delicatezza, cresce con misura e trova nel finale un’apertura emotiva convincente. Una prova elegante e coerente con la sua identità artistica.
Voto 7

Nayt – “Prima che”

Debutto festivaliero all’insegna della coerenza artistica. Nayt porta sul palco un brano misurato, introspettivo, che punta più sulla scrittura che sull’impatto immediato. Il flow è preciso, le parole sono chiare e il testo ha un peso specifico evidente, sostenuto da una produzione essenziale che non cerca scorciatoie emotive. Il limite, almeno al primo ascolto, è una certa trattenutezza: manca quel dettaglio capace di catturare l’attenzione in modo definitivo. È una canzone che si lascia comprendere con calma e che probabilmente rivelerà meglio la propria forza nel tempo, ma nell’immediato resta un passo indietro rispetto al potenziale dell’artista.
Voto 5.5

Dargen D’Amico – “Ai Ai”

Un brano costruito per essere scoperto a strati, come spesso accade nella sua produzione. L’ironia e i giochi di parole non mancano, così come la doppia lettura tra leggerezza e inquietudine. Tuttavia, rispetto alle precedenti partecipazioni, l’impatto complessivo appare più debole. Il ritornello resta in testa con facilità, ma non basta a sostenere l’intero impianto. L’arrangiamento più morbido e meno ritmicamente incisivo contribuisce a rendere il pezzo meno memorabile del previsto. Potrebbe crescere con gli ascolti, ma il primo effetto è inferiore alle aspettative.
Voto 4.5

Raf – “Ora e per sempre”

Un ritorno che sceglie la strada della continuità. Fin dalle prime note si entra in un universo sonoro riconoscibile, costruito su melodia classica e interpretazione misurata. L’orchestra valorizza la composizione e amplifica la dimensione emotiva del brano. Tuttavia la scelta stilistica guarda quasi esclusivamente al passato, rinunciando a un possibile dialogo con sonorità più attuali. Il risultato è gradevole e ben confezionato, ma anche prevedibile.
Voto 6.5

LDA & Aka 7even – “Poesie clandestine”

Un incontro artistico che punta su energia e complementarità. L’intesa tra i due è evidente e la performance privilegia il coinvolgimento emotivo e ritmico. Il brano si distingue per dinamismo e per una componente melodica accessibile, capace di emergere in un contesto dominato da atmosfere più introspettive. Non è una proposta rivoluzionaria, ma è efficace e potrebbe trovare forza soprattutto dal vivo.
Voto 6.5

Bambole di Pezza – “Resta con me”

Una proposta che si distingue per identità visiva e attitudine, ma che musicalmente sceglie un compromesso tra energia rock e struttura pop. Il risultato è accessibile e pensato per un pubblico ampio, ma sacrifica parte della spinta più autentica della band. Il contrasto tra immaginario e suono resta l’elemento più interessante. La performance scenica avrà un peso determinante nella percezione complessiva.
Voto 6

Fulminacci – “Stupida sfortuna”

Una scrittura personale che trasforma l’esperienza individuale in racconto condivisibile. Il brano alterna nostalgia e slancio, con una costruzione melodica dal sapore retrò che non scade nella caricatura. L’interpretazione è naturale e coerente con il suo linguaggio artistico. Una proposta equilibrata, capace di distinguersi senza forzature.
Voto 6.5

Ermal Meta – “Stella stellina”

Una delle proposte più narrative e tematicamente forti in gara. Il brano affronta un contesto drammatico attraverso una scrittura poetica e misurata, sostenuta da una produzione ricca e suggestiva che amplia l’orizzonte sonoro verso influenze world. Non è una canzone immediata né conciliatoria, ma possiede una forza emotiva evidente. Il risultato è intenso, coraggioso e destinato a far discutere.
Voto 7.5

Elettra Lamborghini – “Voilà”

Energia, leggerezza e spirito festoso definiscono una proposta coerente con la sua immagine artistica. Il brano punta sul ritmo e sull’immediatezza, con un’impronta pop danzante che privilegia l’intrattenimento. Non ambisce alla profondità, ma centra l’obiettivo di coinvolgere e divertire.
Voto 6

Chiello – “Ti penso sempre”

Un brano sospeso tra introspezione e apertura pop, che però fatica a trovare una direzione definita. L’intenzione emotiva è sincera e la scrittura mostra sensibilità, ma l’insieme appare indeciso nella forma. Non convince pienamente al primo ascolto, pur lasciando intravedere potenziale.
Voto 5.5

Eddie Brock – “Avvoltoi”

Struttura tradizionale e impianto melodico complesso, che richiede precisione interpretativa. Il brano racconta un amore intenso con una costruzione emotiva progressiva, ma non riesce a lasciare un’impronta forte nell’immediato. Potrebbe rivelarsi più efficace con l’ascolto ripetuto.
Voto 5.5

Maria Antonietta & Colombre – “La felicità e basta”

Debutto convincente per il duo, che propone un brano pop alternativo dal messaggio chiaro e positivo. L’arrangiamento è curato e fuori dai binari più prevedibili del Festival, mentre il testo affronta il tema della felicità come conquista personale. Non colpisce subito in modo definitivo, ma mostra intelligenza e freschezza.
Voto 6

Fedez & Marco Masini – “Male necessario”

Un incontro generazionale che funziona sia musicalmente sia emotivamente. L’alternanza tra interpretazione melodica e parti più incisive crea dinamica e profondità. Il tema della crescita attraverso le difficoltà è sviluppato con chiarezza e intensità. Una proposta solida, ambiziosa e tra le più complete dell’edizione.
Voto 8.5

Michele Bravi – “Prima o poi”

Ballata elegante e misurata che punta su interpretazione e atmosfera. La voce guida un crescendo emotivo costruito con attenzione, evitando eccessi retorici. In un contesto ricco di brani simili riesce comunque a distinguersi per sensibilità e controllo espressivo.
Voto 6.5

J-Ax – “Italia Starter Pack”

Proposta ironica e fuori dagli schemi che introduce sonorità country nel contesto festivaliero. Il brano mescola intrattenimento e osservazione sociale con leggerezza e autoironia. Coinvolgente e riconoscibile, ha il potenziale per funzionare anche oltre il palco.
Voto 7