Chiara Amati rompe gli schemi con “Figlia di Ulisse”

In un panorama musicale dove tutto sembra seguire formule già viste, Chiara Amati sceglie di fare l’esatto contrario. Il suo debutto discografico, “Figlia di Ulisse”, in uscita il 12 maggio, non prova a inseguire il pop del momento o il classico crossover già sentito. Prova invece a costruire qualcosa di diverso: una fusione tra voce lirica, melodic techno e suggestioni tratte dalla mitologia greca.
Ed è proprio questo il punto forte del progetto: non assomiglia davvero a niente che stia girando oggi nella scena italiana.
Un brano che sembra un viaggio
“Figlia di Ulisse” non parte con l’idea di diventare una classica hit da playlist. Piuttosto, sembra costruita come un’esperienza da attraversare.
La voce di Chiara Amati entra morbida, quasi sospesa, accompagnata da sonorità elettroniche minimali che crescono lentamente fino a trasformarsi in un beat techno intenso e ipnotico. Ma il momento che cambia davvero tutto arriva a metà brano, quando un coro femminile canta in greco antico alcuni versi dell’Odissea.
È una scelta coraggiosa, quasi cinematografica, che rende subito chiaro l’obiettivo dell’artista: non creare semplicemente una canzone, ma un mondo preciso dentro cui far entrare chi ascolta.
La sensazione di sentirsi fuori posto
Il cuore del brano gira attorno a una sensazione molto particolare: quella di tornare in un luogo che dovrebbe essere casa e non riconoscerlo più davvero.
Una nostalgia al contrario, strana, inquieta, che il pezzo traduce attraverso continui cambi di atmosfera. La parte lirica sembra raccontare il lato più fragile ed emotivo, mentre la techno accompagna il movimento, la ricerca, quasi la fuga.
Ed è proprio questo contrasto a rendere “Figlia di Ulisse” così interessante: non cerca mai di semplificare le emozioni, anzi le lascia aperte, sospese.
Un progetto indipendente che punta sull’identità
In un periodo in cui molte uscite sembrano costruite per adattarsi agli algoritmi, il progetto di Chiara Amati va in direzione opposta. Tutto nasce da una visione precisa e totalmente indipendente, costruita insieme a un collettivo creativo che ha lavorato tra musica, immagine e performance.
Anche il videoclip segue questa linea. Girato tra Milano e la costa di Bergeggi, utilizza il paesaggio marino come estensione del mito di Ulisse: il viaggio, il ritorno, la ricerca continua di un posto in cui sentirsi davvero a casa.
Una delle uscite più particolari degli ultimi mesi
Con “Figlia di Ulisse”, Chiara Amati non cerca scorciatoie. E forse è proprio questo a rendere il debutto così interessante.
Dentro il brano convivono lirica, elettronica, cultura classica e una forte componente visiva, senza che nessun elemento sembri messo lì solo per stupire. Tutto ha una direzione chiara.
E anche se il progetto è appena all’inizio, una cosa è evidente: Chiara Amati ha deciso di entrare nella scena musicale italiana seguendo una strada tutta sua. 🎧